The South Pro Team: Alessandro Ioli

di Francesco Verdino

Fotografie di Lorenzo Scarpellini



Ciao Ale, sei uno dei membri più giovani del gruppo, parlarci un po' delle tue esperienze.


Ciao a tutti, 

Sono nato a gennaio 1999, ho iniziato da bambino ad andare in montagna grazie ai miei genitori, non mi hanno mai portato a fare nulla di estremo ma mi hanno insegnato a fare fatica e ad amare l'aria aperta e a rispettare la montagna. 

Ho iniziato a fare gare prima in bici da corsa e poi in mountain-bike in quinta elementare, e da lì mi sono innamorato della bici, poi in 1 superiore ho lasciato e sono passato a fare gare di arrampicata, arrivando ai campionati regionali e in quel periodo ho iniziato ad andare in montagna più seriamente, a fare vie multitiri e giri di alpinismo e poi sci alpinismo e freeride e ho capito che era la mia strada, e il mio sogno era quello di diventare guida alpina.




Sei cresciuto in provincia di Milano ma hai origini valtellinesi, ti senti più cittadino o montanaro? 

Esattamente, mio papà è nato a Sondrio, i miei cugini abitano a torre santa Maria (Valmalenco) e sin da bambino ho passato le mie estati lì o a girovagare per le montagne. 

Gli ultimi due anni li ho passati a girare e lavorare in montagna, Courmayeur, Livigno, monte Rosa. Quando mi presentavo dicevo di essere di Sondrio, diciamo che a Milano mi vedo un po' un pesce fuor d'acqua, mi manca il fiato, mi sento in gabbia, infatti appena posso scappi su per le montagne. Anche se sono giovane ho fatto un po di esperienza in montagna e mi sento più montanaro di alcuni montanari. 

Sei stato la più giovane guida Mountain Bike certificata in Italia, parlarci un po' di questa professione e di cosa significa per te. 


Allora, ho fatto il corso guide di mountain-bike a fine maggio del 2017, per fare quel corso avevo convinto mia mamma a farmi saltare una settimana della quarta superiore, avevo compiuto da poco i 18 anni. 

Ho iniziato a lavorare un pochino come guida quell'esate a Courmayeur. 

Il vero cambiamento c'è stato durante l'inverno del 2019 a Livigno, ho lavorato in un negozio di bici come meccanico e guida e da lì ho iniziato a uscire parecchio con i clienti e mi sono avvicinato al mondo delle fat bike e alle ebike. 

Il mondo del ciclismo è la mia grandissima passione, mi ha insegnato a far fatica, ma ho capito che con fatica si poteva arrivare dove si voleva e alla fine la soddisfazione era enorme. 

Penso che il senso di libertà che si ha in bici sia enorme e nell'ultimo periodo ho iniziato a unire le uscite in mountain-bike con uscite alpinistiche, di sci alpinismo, trail running o arrampicata, usando la bici per gli avvicinamenti lasciando a casa la macchina per essere più green e rispettare l'ambiente




Oltre alla Mountain Bike, pratichi molte se non tutte le discipline outdoor, in quali esprimi il meglio di te?


Pratico moltissimi sport in montagna, mountain-bike, trail running, arrampicata, sci alpinismo freeride, alpinismo tecnico e arrampicata su cascata di ghiaccio e dry tooling. 

Mi trovo molto a mio agio in alpinismo tecnico, canali e creste aeree, perché sono riuscito ad unire il discreto grado di arrampicata sportiva con la velocità e resistenza proveniente dal trail running.



 

Cosa ti ha spinto a fare parte del progetto The South Adventures?


Ho conosciuto Francesco per caso, parlando su Instagram, non ci eravamo mai visti di persona, un giorno mi dice: ho una proposta per te, ti chiamo su Skype e ti spiego meglio. 

Quella sera quando mi ha chiamato mi ha parlato del progetto, che sarei stato la guida di mountain-bike del gruppo, sarei stato inserito in un gruppo di ragazzi con la stessa passione per la montagna e tanta esperienza in vari campi differenti, sono stato subito entusiasta e ho accettato immediatamente. Penso che sia un grande progetto, ambizioso e non facile, ma senza rischi e fatica non si arriva da nessuna parte e quindi ho deciso di buttarmi e provare



Progetti personali futuri?


Progetti futuri tanti e purtroppo o per fortuna se ne aggiungono sempre di nuovi e più folli, ogni volta con incognite nuove. 

Sicuramente il mio sogno è di diventare guida alpina prima dei trent'anni.

Il resto è un segreto, chi vivrà vedrà.

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