LA LIBERTÀ DELLA VELA
- Francesco Verdino
- 20 nov
- Tempo di lettura: 4 min
Spesso basta un piccolo lago, una piccola barca, un piccolo gruppo per toccare veramente cosa vuol dire essere liberi. Da circa un anno con The South, abbiamo introdotto la vela, un modo un po’ diverso per abbinarci un po’ di trekking sulle montagne del lago di Garda. Se pensiamo al mondo della vela, talvolta lo abbiniamo al lusso sfrenato di barche milionarie di metrature infinite.
Il mondo va in questa direzione, il mercato della vela anche ma spesso ci dimentichiamo la bellezza di aprire le vele senza troppo sfarzo e con la fatica che sono le barche un po’ più anziane sanno regalare, riscoprendo la verità dell’andare a vela.

Tracciando un bilancio delle nostre attività dell’ultimo anno sul lago non possiamo che essere felici: gli equipaggi sono stati numerosi, un solo viaggio lo abbiamo annullato per maltempo e per il resto la grande condivisione in piccoli spazi ha reso magiche queste esperienze. Tante volte siamo partiti da Peschiera per raggiungere la parte più alta del lago (marina di Navene, Riva del Garda e Torbole), dove solitamente nelle stagioni più calde c’è sempre molto più vento.
A proposito, visto che non tutti sanno questa cosa, bisogna esplicitare che il lago di Garda è ideale per andare a vela ed è uno dei posti più importanti al mondo. Il vento non manca mai, realmente c’è tutti i maledetti giorni. Questo è un fattore positivissimo che porta migliaia di persone, soprattutto in alto lago, a divertirsi col vento. Per tanti velisti anche oceanici il lago è stato una delle palestre più difficili: se ascoltiamo Soldini in alcune sue interviste lo descrive come una delle esperienze più formative della sua carriera.
I venti del lago sono principalmente due: la mattina batte Pelér, da nord verso sud, mentre dopo l’ora di pranzo, solitamente fino a metà/tardo pomeriggio batte l’Ora, un vento più dolce che spinge da sud verso nord. A questi due principali si aggiungono un sacco di di venti laterali che scendono dalle vallate infinite delle montagne circostanti.
Meteorologicamente sul lago bisogna fare molta attenzione ai repentini cambiamenti di meteo: anche con alcuni nostri gruppi abbiamo schivato grazie alla bravura di equipaggio e skipper, alcuni disastri naturali che incombevano sulle nostre teste. Non è mai bello prendere una tempesta in barca e spesso può risultare drammatico. I nostri skipper fortunatamente sono ben formati per evitare tutta questa serie di cose e lasciare un ricordo molto positivo dell’esperienza, assolutamente senza traumi.
In questi nostri viaggi, spesso si riesce anche a imparare qualcosa dell’andare a vela. Questa antichissima arte non è per niente banale e un timone a barra, può risultare molto sensibile da manovrare. La regolazione delle vele, Le andature, il risalire il vento, la posizione da tenere in navigazione sono temi giganteschi, spesso complicati che però vanno insegnati bene e nei nostri viaggi qualcosina riusciamo sempre a imparare! L’obiettivo non è creare un corso vela, ma dare un’infarinatura di base, per essere quantomeno consapevoli di cosa si sta facendo e divertirsi.
Vogliamo poi parlare dei tramonti in rada? Non c’è nulla di più bello. L’ombra serale di un tramonto che sparisce dietro le montagne è qualcosa di pazzesco. La sera il vento si calma e tutto torna piatto. Noi isolati in mezzo al lago per godere di tutto questo. La solitudine, il silenzio e una bella grigliata in barca hanno reso speciali le nostre serate di velatrek! In serate come queste puoi veramente assaporare la libertà e toccarla con mano.

Per quanto riguarda i trekking, invece, lasciamo spesso scegliere agli equipaggi. C’è chi vuole dormire in barca due o tre notti, chi invece preferisce portarsi dietro la tenda e salire in quota a dormire. I trekking non sono mai difficili, né troppo impegnativi ma molto panoramici e la bellezza di guardare il fiordo del lago di Garda da sopra è sempre spaziale. Siamo riusciti anche a fare qualche cima con i gruppi un pochettino più allenati.

Lo spirito di adattamento fa sempre la differenza in queste esperienze. Le barche utilizzate non sono grandi, gli spazi minimalisti e stretti. In barca c’è sempre tutto ma bisogna sapersi muovere, adattarsi veramente e condividere un’esperienza vera con tutto il resto dell’equipaggio. E’ il bello dell’essere complici, squadra, team e anche amici. Tutti fanno tutto: ci si alterna al timone, ci si alterna alla regolazione della randa, si sta a prua per far sbandare al meglio la barca oppure per regolare il Genoa e perché no per issare lo spinnaker. Ci si alterna in cucina, al riordino sotto coperta - sempre molto importante, perché in navigazione gli oggetti e le valigie non devono muoversi - alla pulizia di ogni parte.
Non dimentichiamoci poi che lago di Garda è l’unico essere completamente balneabile in ogni sua zona. Potete chiedere a chi ha partecipato, abbiamo sempre portato tutti a fare dei bagni eccezionali in calette bellissime. Le acque sono sempre molto pulite e con il cambiamento climatico spesso più calde del mare. Dalle barche ci si tuffa in acqua ogni tanto in posti veramente solitari che solo via acqua si possono raggiungere. Vivere una vacanza in barca, non è cosa da tutti i giorni e può cambiarti veramente il modo di fare le vacanze. Basta solo trovare un po’ di coraggio per mettersi in gioco e cercare di essere liberi.
Scritto da Francesco Verdino
Termini utili
Giovanni Soldini: navigatore italiano molto famoso. Rada: baia riparata, dove passare la notte all’ancora. Randa: vela principale che sta a poppa (dietro) dell’albero.
Prua: la parte anteriore della barca.
Genoa: vela che sta a prua dell’albero.
Spinnaker: vela molto bella e colorata che serve quando hai il vento da dietro.
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