UN NORMALE SOPRALLUOGO LIGURE

Testo e foto di Francesco Verdino


Siamo io e il grande Simo, una futura Guida GAE che ho conosciuto ai corsi. Insieme decidiamo di provare il percorso per escursionisti esperti che porta da Camogli a Porto Fino. È maggio e le giornate iniziano ad essere lunghe e calde. L’itinerario non lo abbiamo studiato approfonditamente ma questo non ci spaventa. Sappiamo che è per escursionisti esperti ma siamo abituati a catene e passaggi esposti. Lo proviamo per capire se portarci clienti in futuro oppure no.

La bellezza del paesaggio è una certezza. La Liguria infatti offre un mix interessantissimo di mari e monti. Le montagne cadono impervie nel mare profondo e regalano itinerari di livello anche per chi viene dalle Alpi.

Questa zona è poi molto frequentata sia dai turisti stranieri che da quelli italiani, quindi ben segnata. Partiamo da Camogli dopo aver passato due belle notti in tenda: una molto selvaggia in Appennino, al corso GAE e una più confort in un campeggio a Levanto, alle porte delle Cinque Terre. Una delle cose che mi piacciono di più, è partire dal mare per arrivare in cima alle montagne. Mi da il senso di conquistarsi ogni metro, passo dopo passo, per arrivare più in alto possibile. La partenza da Camogli, praticamente in centro al paese, mi regala le stesse emozioni. Subito inizia un vertical fino alla località di San Rocco. Il sentiero è bello, molto addomesticato con parti a scalini e ciottolato. A San Rocco volendo si arriva anche in auto o coi mezzi pubblici. Questa cosa può essere utile in caso di maltempo o ritardi vari. Da lì si prosegue in leggero su e giù fino alla discesa verso Punta Chiappa, un posto magico - tralasciando il nome - che merita di essere visitato. Qui si può volendo fare il bagno, ma siccome noi abbiamo ancora tanta strada da fare, proseguiamo dritti, dopo aver analizzato la geologia molto particolare di questo posto.

Da Punta Chiappa inizia una parte molto dura, si guadagna dislivello in fretta tra bosco rado e punti panoramici, su ripida pendenza. In questo tratto si incontrano delle postazioni (Batterie) della Seconda Guerra Mondiale costruite dai tedeschi per dominare il mare sottostante e controllarne il movimento. Molto suggestivo.

Da questo punto in poi la situazione si complica abbastanza e per gli escursionisti meno esperti inizia il problematico. Tratti esposti a picco sul mare e lunghe catene fanno alzare immediatamente il grado di difficoltà dell’escursione avvicinandolo a quello delle Vie Ferrate. Ma come dico sempre, noi “siamo alpinisti” e a questi tratti siamo abituati. Per noi tutto liscio. Vediamo però tante persone tornare indietro spaventate, con scarpe da tennis e probabilmente non con la conoscenza adeguata di questo sport.

Ancora qualche su e giù e finalmente si intravede nel bosco San Fruttuoso. Un posto fantastico molto famoso e facilmente accessibile in barca in cui troviamo incastonata un’abbazia donata al FAI una ventina di anni fa’. Qui ci fermiamo e ne approfittiamo per pranzare e fare un bel bagno. Acqua particolarmente fredda, non adatta a tutti. È maggio e il mare si deve ancora scaldare!

Da segnalare in questa baia è la presenza del Cristo degli Abissi: una statua posta in fondo al mare che si può osservare con la maschera.

Fino a questo punto il sentiero ce lo immaginavamo diverso, più corto e meno tecnico. Portarci i clienti può essere pericoloso. Sicuramente non si possono fare gruppi grossi, si perderebbe completamente la gestione del gruppo nei tratti esposti.

Ripartiamo dopo circa un’oretta per Porto Fino. Da San Fruttuoso il sentiero sale velocemente e si guadagna nuovamente dislivello in poco tempo, come piace a noi. Si sale al punto più alto della “Base Zero” per poi scendere diretti a Porto Fino. Qui il sentiero è facile e la montagna addomesticata. Questa parte è molto più frequentata dell’altra. La cosa spettacolare è terminare un trekking in una delle località più famose della Liguria. Entrare improvvisamente a Porto Fino vestiti da montagna e mescolarsi tra persone con abiti di alta moda e turisti è molto particolare. Ogni tanto ci prendiamo qualche occhiataccia. Sicuramente non abbiamo portato dietro la camicia!

Dopo una breve visita alla cittadina e dopo aver percorso 17,5 km e 1200 metri di dislivello positivo decidiamo di rientrare a Camogli in barca, per godere appieno della bellezza della costa.

Un’altra giornata spettacolare in un posto sempre bello! Sicuramente con qualche cliente più allenato torneremo!


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